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L'acqua Anche noi nasciamo dall'acqua

L'acqua è vita

L’acqua è una risorsa molto preziosa per l’uomo, poiché la vita stessa ha origine dall’acqua e di conseguenza, la qualità della nostra esistenza dipende dalla tipologia di acqua che utilizziamo.

La sua importanza non si limita alle funzioni vitali di sostentamento degli organismi e alla determinazione della morfologia terrestre, bensì rappresenta un fattore chiave per lo sviluppo delle civiltà, per la vita dell’uomo e nel condizionamento climatico della Terra.

Oggi l’acqua è spesso considerata un bene di consumo che possiede un suo valore economico; con l’espansione della popolazione nel globo e con il miglioramento delle condizioni di vita, la domanda di acqua va rapidamente aumentando, e la sua disponibilità sta diventando sempre più problematica.

Secondo il ciclo idrologico grazie al calore del sole, l’acqua evapora e sale verso l’alto sotto forma di vapore; negli strati più alti dell’atmosfera il vapore si condensa in nuvole da cui scenderà pioggia. La pioggia che cade sulla terra in parte torna nei laghi, nei mari e nei fiumi, in parte viene assorbita dalle piante e dalle falde acquifere sotterranee. L’acqua precipitando come pioggia dal cielo scioglie i gas dell’atmosfera e le sostanze che incontra penetrando nel terreno e scorrendo su di esso; le acque sotterranee o superficiali si riversano negli oceani; dagli oceani, dalle acque superficiali del terreno, l’acqua per effetto dell’irraggiamento solare evapora per formare le nuvole e riprendere il ciclo.

Ciò che naturalmente indichiamo con il termine acqua in realtà, non è una sostanza pura, poiché in essa sono presenti percentuali più o meno elevate di gas, solidi e altre sostanze.

Negli ultimi decenni, le acque destinate ad uso potabile presentano un continuo insidioso degrado in particolare modo nelle aree industrializzate; il deterioramento dipende da una contaminazione di sostanze chimiche inquinanti, e dal numero sempre più elevato di composti organici che si trovano all’interno delle acque destinate all’uso potabile.

Ad influenzare la qualità dell’acqua che sgorga dal rubinetto o imbottigliata non è solo l’inquinamento ambientale che finisce per contaminare le falde acquifere, ma anche la cattiva manutenzione delle ormai vecchie tubazioni idriche.

L’acqua è diventata il più veloce e pericoloso veicolo di molte malattie, come tubercolosi, affezioni cardiovascolari e cancro. Infatti la loro percentuale cresce quando le acque sono molto mineralizzate o rese illusivamente potabili dall’aggiunta di prodotti chimici ossidanti quali il cloro.

Biosalus Italia è tra le prime e più qualificate aziende italiane, specializzata nella produzione e commercializzazione di dispositivi elettromedicali, operante nel mercato della depurazione delle acque in formula franchising.

Il cloro

Il pericolo cloro

Il cloro nella stragrande maggioranza dei casi viene impiegato come disinfettante nel processo di potabilizzazione dell’acqua destinata al consumo umano.

Il cloro può essere applicato per la disattivazione della maggior parte dei microrganismi ed è relativamente poco costoso; ma il cloro non è altro che candeggina; fareste mai bere al vostro bambino dell’acqua all’interno della quale avete messo della candeggina?

Il cloro viene immesso nell’acqua per uccidere i batteri, tuttavia non li toglie, e questo comporta la presenza di batteri morti all’interno dell’acqua che beviamo; purtroppo la realtà è questa; quindi dal rubinetto di casa nostra scende un’autentica zuppa di prodotti chimici con una quantità di circa 65.000 composti organici cancerogeni conosciuti quali cause di effetti generici, batteri, virus, oltre a scarti nucleari atomici, pesticidi, detergenti, sodio, nitrato ecc.

Quando il cloro incontra la materia organica, animale o vegetale che sia, può reagire chimicamente e trasformarsi in nuove sostanze chimiche conosciute con il nome di CLORO DERIVATI, vere e proprie sostanze cancerogene.

Recenti studi svolti da importantissimi Istituti Universitari hanno evidenziato un aumento del 46 per cento di tumori tra le persone che utilizzano acqua clorata, soprattutto tumori al retto, al colon e alla vescica.

Come se ciò non bastasse, attualmente si sta avanzando il sospetto che alcuni cloro derivati possano addirittura causare alterazioni del DNA.

Attenzione, però: come tutte le altre sostanze chimiche, i cloro derivati presenti nell’acqua non evaporano con la bollitura, e quindi dobbiamo usare acqua non clorata anche per cucinare.

Il quadro descritto purtroppo è quello di un’acqua sancita come potabile non per effettiva purezza della stessa, quanto per innalzamento dei parametri ammessi dai decreti ministeriali degli ultimi anni; questo è un problema difficilmente risolvibile con l’acquisto ed uso di acque minerali in bottiglia, in quanto anche le acque minerali vengono prese dalle falde acquifere e se queste sono inquinate in maggior o minor misura, lo sono anche le acque minerali; a ciò si aggiunge il fatto che se una bottiglietta di plastica contenente acqua viene tenuta al sole, essa rilascia nell’acqua una sostanza chimica che si chiama bisfenolo che è altamente cancerogena; e per i tempi usuali che intercorrono dall’imbottigliamento alla distribuzione delle bottigliette d’acqua in plastica, solitamente 4 anni, questo rischio è molto elevato.

Quale soluzione proponiamo? Depura l’acqua del rubinetto!

I metodi più semplici a cui noi di Biosalus Italia ci affidiamo sono:

il cloro

Microfiltrazione

Cos’è la microfiltrazione?

La microfiltrazione è un tipo di filtraggio che si distingue dagli altri sistemi di depurazione per via del suo funzionamento. Esso infatti non è un vero e proprio depuratore poiché non esercita alcun trattamento all’acqua. Alla sua base infatti non c’è nessun scambio di ioni o osmosi, esso agisce semplicemente trattenendo le parti solide presenti nell’acqua. A tal fine si compone di una membrana di nylon o propilene i cui pori hanno una grandezze inferiore o pari ai 50 microgrammi. Per questo motivo il suo unico scopo è quello di schiarire l’acqua senza purificarla e privarla di batteri, cloro e magnesio.

Filtri a carboni attivi

A cosa servono?

I filtri a carbone attivo, molto utilizzati negli acquedotti, sono degli specifici filtri la cui funzione è quella di eliminare dall’acqua sia il cloro che le sostanze nocive che la rendono non potabile. Una volta posizionati, solitamente sotto il lavello, vengono integrati con delle lampade a raggi ultravioletti. Tali lampade hanno il compito di prevenire l’insorgenza di batteri e germi, che trovano intorno a questi filtri un habitat ideale.

I carboni attivi sono materiali solidi porosi di origine vegetale.

All’interno del carbone attivo, grazie ai meccanismi di adsorbimento fisico e/o chimico, l’inquinante si fissa al solido. Il filtro ben dimensionato continuerà a tirar fuori concentrazioni pressoché nulle di inquinante finché non si saturerà, a quel punto ci sarà un rapidissimo aumento dell’inquinante in uscita, il filtro è esaurito.

I legami chimici che si formano tra gli atomi di carbonio, costituenti la superficie del solido e una parte delle molecole presenti nel fluido con cui esso viene in contatto, possono essere di intensità variabile, in quanto, essi possono essere deboli (legami secondari), e quindi reversibili al mutare delle condizioni fisiche del sistema, o forti (legami primari) caratterizzati dal fatto di non essere reversibili.

La forza dei legami varia in funzione delle caratteristiche delle sostanze presenti nel Fluido e questo influenza l’efficienza della tecnica di abbattimento.

Osmosi inversa

Quali sono i benefici?

I filtri che si basano sull’osmosi inversa si compongono di una membrana semipermeabile attraverso la quale l’acqua viene fatta passare con forza e dunque filtrata. Si tratta di un sistema di filtraggio molto aggressivo.

È un procedimento semplice ed economico per purificare l’acqua da impurità di varia natura. Questa tecnica sfrutta le potenzialità di una membrana semipermeabile che si lascia attraversare dal solvente (nel nostro caso l’acqua) ma non dai soluti (impurità). In condizioni naturali, se due recipienti vengono separati da tale membrana, si assiste al passaggio del solvente dalla zona in cui è più concentrato a quella in cui è presente in concentrazioni inferiori. Per ricondurci all’esempio pratico, l’acqua passa dal recipiente dov’è più pura (ad es. acqua distillata) a quello in cui presenta un minor grado di purezza (ad es. acqua salina). Questo passaggio si arresta nel momento in cui i due recipienti raggiungono il medesimo rapporto tra acqua ed impurità.

Nell’osmosi inversa, al contenitore dove l’acqua è meno pura viene applicata una pressione tale da vincere la sua naturale tendenza ad entrare in questo compartimento.

Si ha così un’inversione del flusso osmotico naturale e, riconducendoci all’esempio precedente, il passaggio di acqua nel senso “soluzione concentrata (acqua salina) soluzione diluita (acqua distillata)”.

La semplicità di questa tecnica ed il vantaggio di non richiedere l’aggiunta di sostanze chimiche, ha reso l’osmosi inversa il più diffuso sistema di purificazione dell’acqua alimentare, capace di allontanare la quasi totalità delle sostanze organiche (inclusi microorganismi patogeni e non), ma anche buona parte dei sali minerali. L’acqua in uscita dai depuratori ad osmosi inversa può quindi considerarsi un’acqua oligominerale, cioè un’acqua a basso residuo fisso (povera di sali minerali).

Il paradosso dei minerali

I minerali

Gli italiani sono certamente i più grandi consumatori al mondo di acqua minerale.

Sembra che questo enorme consumo sia dettato dalla scarsa o addirittura inesistente fiducia nei confronti dell’acqua di rubinetto e le “ossessive” campagne pubblicitarie che esaltano le numerose qualità benefiche dell’acqua minerale.

Ma le numerose acque minerali in commercio non sono tutte così “benefiche” come vogliono farci credere.

Ci sono in vendita molte bottiglie che contengono un acqua così poco benefica che se uscisse dal rubinetto verrebbe dichiarata addirittura non potabile a causa del contenuto fuori limite (fuori legge) di alcune sostanze chimiche nocive alla salute.

Attualmente l’Unione Europea ha diffidato l’Italia dal continuare a permettere la vendita di acque minerali contenenti addirittura 19 sostanze chimiche pericolose in concentrazione di gran lunga superiore a quella ammessa per le acque potabili distribuite dagli acquedotti.

Emblematico è il caso dell’Arsenico: limitato a 10 microgrammi per litro nell’acqua di rubinetto e tollerato fino a 50 microgrammi per litro nelle bottiglie di acqua minerale.

Ciò è possibile grazie ad un Decreto Legge, esattamente il numero 542 del 1992, che ha innalzato i valori massimi ammissibili per alcune sostanze chimiche presenti nell’acqua minerale rispetto a quelli stabiliti per l’acqua potabile erogata dagli acquedotti, rendendo così commercializzabili acque assolutamente non potabili.

Inoltre i NAS (Nucleo Anti Sofisticazioni) dei Carabinieri dopo aver sottoposto ad analisi le acque minerali vendute in Italia, hanno scoperto che i sistemi di analisi adottati da alcuni laboratori che controllano la qualità delle acque minerali sono tarati in modo tale da non rilevare la presenza di certe sostanze chimiche nocive anche quando ci sono...” .

Ma non tutte le acque minerali in commercio sono così ingannevoli, alcune sono veramente di ottima qualità.

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